Blog di resistenza modaiola ai modaioli

lunedì 7 ottobre 2013

Immagina

Abbiamo gli occhi ammaestrati dalle immagini e tendiamo a classificare come "bello" ciò che siamo abituati e guidati a vedere come "bello".
I nostri occhi hanno bisogno di ginnastica e di vedere altro, vecchio o nuovo, originale, differente.



Venere di Urbino


Ho partecipato ad una festa.
Il mio amico Robby, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, ha voluto riunire tutti gli amici del presente e del passato.
La festa era a tema e il tema erano gli anni 80'.
Io però non voglio scrivere un tema. Voglio soltanto dirvi che le persone che ho visto alla festa, non erano solamente vestite e pettinate in modo diverso, anche il loro volto era diverso. 
Vorrei parlarvi di quanto, a mio parere, le mode cambino anche la fisionomia delle persone.




Proporrei un esperimento:
L'esperimento consiste nel mettersi davanti allo specchio e cambiarsi d'abito, trucco e pettinatura ispirandosi a periodi molto diversi tra loro.
Se riusciste a farlo, vi accorgereste che il vostro volto, assume, ad ogni cambio un mutamento. Una piccola differenza che vi sembrerà grande perchè l'abitudine a vedervi in un certo modo la amplifica.




Questo penso avvenga perché la nostra vista, si abitua a vedere in un determinato modo, imposto dalle immagini che vediamo con più frequenza. Per strada, in televisione, sulle riviste, sui siti internet. Su Facebook.
Immagini.
Immagini che entrano nel nostro cervello e ci condizionano a tal punto che, il più delle volte, riusciamo a vedere bellezza solo in qualcuno che corrisponde ai canoni imposti.
Certo, è sempre stato così voi direte. Ed è vero.
Ma mai credo abbia raggiunto i livelli di oggi.
Un oggi nel quale c'è la chirurgia estetica.
Che omologa ancora di più. Crea visi tutti simili e corpi con ipotesi di bellezza dettati da un ideale di bambola. Un po' gonfiabile.
Ma la bellezza imposta in questi anni è questa.
Bellezza che per scelta non proporrò come immagine in questo post.




Ora immagina.

Cerca immagini del passato.
Di donne del passato. Di moda del passato. Salvale.
E guardale. Riguardale. E riguardale ancora.
La bellezza che troverai sarà diversa. Dimenticata.



Ogni periodo ha la sua bellezza.
E allora perché modificare in maniera invasiva e irreversibile il proprio essere in base a canoni estetici di passaggio per assomigliare il più possibile all'ideale di un bello di passaggio?

Riparti da zero.
Valorizza ciò che è tuo.
Immaginati.
Pensa a te stessa nuda. Appena sveglia. Spettinata e senza trucco.

Riparti da uno.
Prova a capire come il tuo viso si adatta meglio ad un tempo.
Come il tuo corpo assomiglia a quello di un altro tempo.
E scegli il tuo tempo, adattandolo al presente.
Le prime volte non sarà facile, ma poi troverai il "travestirti" molto stimolante.
Chi ti guarderà forse avrà gli occhi ammaestrati e non riuscirà a capire la TUA immagine, ma forse vedrà il tuo essere.
Dovremmo abituarci tutti ad immagini differenti. Perché differenti siamo.
La bellezza è proprietà del corpo. Del tuo.
Tuo, originale, diverso, imperfetto, bello.

Venere di Michelangelo



#moda #differenza #immagine #bellezza #filosofia

















martedì 23 aprile 2013

Imparare a "travestirsi"


Non ci vuole tanto. Nel senso che non dipende da quanto puoi permetterti di spendere.
Per seguire la teoria del FilosofAbito, basta entrare nel meccanismo del travestimento.
No, non ha nulla a che vedere con il carnevale.
Il travestimento è una filosofia di vita quotidiana.
Il travestimento è la home page della personalità.

L'essere umano, si sa, è essere difettoso. La perfezione la possiedono pochi eletti. (Avete presente le modelle? Dimenticatele.)
Essendo essere unico e difettoso (ma anche pudico e freddoloso), tanti, ma tanti, ma tanti, anni fa, l'umano ha deciso di coprire il suo corpo con indumenti, prima semplici, poi, con il passare del tempo, piuttosto scomodi e complicati (l'essere umano adora le complicazioni).
Era scattata la molla dell'identità.
Abbiamo attraversato periodi storici nei quali, la scomodità dei nostri indumenti era tale, per cui anche le capacità fisiche e mentali umane venivano compromesse. Il corpo e la mente essendo strettamente collegati, non potevano non risentire di orpelli e parrucche che toglievano naturalezza ai movimenti e lucidità al cervello.
Poi, lentamente, l'evoluzione (e la rivoluzione industriale) ci ha portati a capire che forse era necessario stare bene oltre ad "essere belli".
Più o meno.
(Scrivo "essere belli" tra le virgolette perchè qui, la parola "bello", diventa un aggettivo assolutamente personalizzabile. Rimuovete i canoni estetici che vi hanno propinato fino ad ora.)


Voler "essere belli" è un sacrosanto diritto umano e una forma di educazione verso se stessi e verso il prossimo. Per questo motivo è necessario saper riconoscere il miglior personalissimo metodo per "coprirsi" in modo adeguato.
Coprirsi in modo adeguato significa sentirsi bene.
Sentirsi bene significa sfruttare meglio le potenzialità del proprio essere.
Coprirsi in modo adeguato significa anche "educazione sociale".
E credetemi, nella mia idea, non ha nulla a che vedere con l'eleganza preconfezionata o imposta.
E non ha nulla a che vedere neppure con la moda.
Ma ha tanto a che fare con l'etica e il rispetto. Prima di tutto, per la propria persona, ma anche per le viaggiatrici e i viaggiatori, conosciuti o sconosciuti, che incontriamo ogni giorno nel vorticoso viaggio.
Lo so. Lo so. Il tempo è poco. (Non per niente ho scritto vorticoso.)
Spesso la fretta e i problemi ci impediscono di soffermarci su questioni che forse riteniamo futili. Forse la convinzione di non avere buon gusto e di doverci affidare a capi costosi per sopperire a questo limite ci blocca. E visti i tempi magri ci blocca in ogni senso.
Ma io vorrei provare a convincervi che non è così.
Che il buon gusto si può imparare ed affinare.
Che spesso qualche piccolo dettaglio è salvatore.
Che, oggi in particolare, spendere poco per "travestirsi" si può. E non è difficile.
Che imparare a "travestirsi" migliora la qualità della vita.




#moda #abito #bellezza #filosofia